Internet è uno strumento indispensabile e a disposizione di tutti, minori compresi.

Educazione ad un uso consapevole del web e dei social network.
Una guida di Marco Pini (Blogger, Formatore, Consulente SEO e Ux Designer presso koris.com)

Ripropongo questo mio “vecchio post” cercando di farlo diventare una “guida” e una riflessione più ampia, si tratta di un post lungo, avviso da subito.

Lo ri-scrivo in occasione della prima somministrazione del nostro sondaggio cyberbullismo allo specchioi nelle scuole fiorentine che hanno aderito a questo progetto che portiamo avanti a titolo completamente gratuito!

Il nostro obiettivo è indagare il fenomeno e fornire, nel nostro piccolo, delle utili indicazioni di “media education” delle “buone pratiche” di relazione con i dispositivi digitali per: docenti, formatori e genitori. Stiamo procedendo “spediti” nella somministrazione tra studenti, genitori e scuole di Firenze che porterà alla pubblicazione di un libro (ebook che sarà scaricabile gratuitamente) nel 2018, con i risultati del sondaggio e sopratutto alcune best practice sulla new media education per genitori ed educatori.

Da “addetti ai lavori” nel mondo dello sviluppo web e del web marketing intendiamo dare il nostro piccolo contributo alla diffusione di una cultura legata alla “media education” (sul web e sui social viste le nostre competenze) PER un uso consapevole della rete internet e dei dispositivi digitali, per contribuire alla creazione di una rete internet migliore!

Grazie per la lettura!

Il cyberbullismo è reale, non virtuale!

Come prima cosa dobbiamo chiarire che il cyberbullismo è reale, purtroppo la rete può dare una impressione fallace di “virtualità”. Condannare ogni forma di sopraffazione è fondamentale come essere umani prima che come educatori, genitori o formatori.

Insegnare la tolleranza, la condivisione, il mutuo appoggio, il rispetto della diversità che sia di razza, di religione o di preferenze, è un elemento FONDAMENTALE per educare esseri umani migliori (e questo PRIMA di qualsiasi discussione su internet e sui media).

Se il bullismo viene spesso “confinato” in alcuni ambienti (esempio a scuola) il cyberbullismo trova diffusione CONTINUA h24 a prescindere dal “luogo”, e la vittima non trova scampo neanche nella sua camera perché con il dispositivo digitale i carnefici possono colpire in qualsiasi momento. NON si tratta di demonizzare un mezzo di condivisione fantastico come la rete ma di conoscerlo e di educare i minori ad un suo uso consapevole a partire da una comunicazione NON ostile, aderiamo anche noi al manifesto della comunicazione non ostile e alle 10 regole della comunicazione non ostile la cui PRIMA regola recita:

Virtuale è reale
Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona
(eccoti le 10 regole del manifesto, che volentieri riportiamo in fondo a questo post)

Il cyberbullismo è grave quanto altri atti di sopraffazione e che non dobbiamo demonizzare uno strumento come il web che può essere usato per migliorarsi, per formarsi, per imparare e per condividere esattamente come nel mio piccolo sto facendo in questo lungo post, vediamo di capire meglio il contesto della “rete” e dare alcuni consigli di media education per un utilizzo consapevole del web e dei social!

Partendo dal presupposto che educare al rispetto e alla condivisione siano elementi fondamentali per il nostro sistema educativo!

Connessi h24, cicli di vita e smartphone

connessi h24 grazie agli smartphonesSempre più le vicende di cronaca rendono fondamentale affrontare le questioni dell’educazione ai nuovi strumenti di comunicazione (e fruizione dell’informazione) che internet ci mette a disposizione.

Nomofobia e connessioni digitali

Esiste una patologia chiamata NOMOFOBIA che, in poche parole è la PAURA di restare disconnessi dal proprio cellulare, di restare disconnessi dalla rete telefonica mobile.

Pensate un attimo alla vostra giornata (o a quella dei vostri figli) quanto controllate il cellulare? Siamo ossessionati dal dispositivo e dall’averlo sotto controllo.

Non confondiamo, lo smartphone come tutti gli strumenti digitali sono meravigliosi strumenti di intrattenimento, di sviluppo culturale e cognitivo, l’importante è utilizzarli con la giusta consapevolezza.

Internet ha rivoluzionato il nostro modo di vivere, di lavorare, di divertirci, di svagarci è un immenso strumento di conoscenza, ma è importante CONOSCERLO e sapere bene la “cornice” in cui operiamo quando ci connettiamo ad internet tramite i nostri dispositivi, è importante sapere quando la privacy è a rischio.

La conoscenza è sempre la miglior difesa, in particolare quando parliamo di “minori” (ma anche per gli adulti, la conoscenza è potere!).

Oramai per una fetta consistente di popolazione (anche in Italia) lo smartphone è il primo strumento che viene acceso la mattina e l’ultimo che viene spento la sera.

Siamo connessi h 24 grazie a Smartphone che per prestazioni (velocità CPU, memorie, dimensioni schermo) e per connettività (spesso in Italia le connessione ad internet da cellulare risultano anche più veloci delle “adsl normali”) sono molto più potenti dei “vecchi pc” e ci consentono di fare acquisti, chattare, leggere, comunicare, “cazzeggiare”, cercare musica online, formarci ecc. ecc.

Questi processi cambiano il nostro modo di pensare, il nostro modo di relazionarsi agli altri, di acquistare, di studiare ecc.

E’ quindi necessario un “supporto” che vada in tante direzione, non solo tecnico informatico (come si usa un determinato software o un determinato dispositivo) ma più profondo, “olistico“, che possa andare in profondità!

Per esempio spiegando come funzionano davvero i social, quali sono i meccanismi che sottintendono alla pubblicità e al marketing sui social network e sul web, come individuare una fonte attendibile ed evitare “fake news” e bufale, come utilizzare in sicurezza un motore di ricerca, le regole da tenere in ambito social, comprendere le dinamiche dietro al “gaming che a volte diventa vera e propria dipendenza che sfocia o può sfociare in comportamenti aggressivi e antisociali quando ne viene abusato” e alle chat nei giochi online ecc.

In questo processo di comprensione non devono esser coinvolti solo i ragazzi ma è fondamentale coinvolgere anche i docenti ed i formatori e ovviamente i genitori.

Nuove tecnologie, web 2.0 e nativi digitali

Sempre più fatti di cronaca ci fanno comprendere come l’utilizzo delle nuove tecnologie sia spesso, anche per i nativi digitali, un percorso denso di ostacoli e potenziali pericoli.

Gli adulti, che dovrebbero essere dei punti di riferimento nella formazione delle giovani generazioni, alle volte sottovalutano i “percorsi cognitivi” dei minori nella scoperta e nell’utilizzo degli strumenti del web 2.0. Altre volte sono “impreparati” di fronte ad un universo, quello dei social network in particolare, in costante mutamento ed aggiornamento.

I social sono tanti e ogni anno si affacciano sul mercato nuovi “strumenti”, solo per fare un esempio,  SNAPCHAT ha superato TWITTER per numero di utenti attivi giornalieri. Dato davvero molto importante e recentemente confermato dall’ingresso in borsa di Snapchat (ed anche dai problemi economici di Twitter). Sarebbe necessario un post ad-hoc (almeno) per spiegare il motivo del successo di questo social network su cui recentemente, semplificando possiamo dire che la parte “ludica e di intrattenimento” e la semplicità di utilizzo hanno giocato un ruolo molto importante.

Nel 2018 ad esempio i minori NON frequentano più Facebook (forse proprio perché frequentato dai loro genitori?) e preferiscono altri social, instagram ad esempio!

La crescita di Snapchat è confermata anche dal fatto che le aziende (alcune) stanno cominciando ad utilizzarlo per spingere alcune campagne di web marketing.

La dimensione “reale” del WEB

Anche le tematiche intorno al bullismo perpetrato tramite i social network è diventata una questione molto attuale purtroppo.

Quasi non passa giorno che i giornali non ospitino notizie di cronaca in proposito, segno da una parte, forse, di una attenzione morbosa della stampa verso determinati argomenti ma evidentemente segnale che il problema sussiste e va affrontato e che ancora il web 2.0 non viene dai ragazzi percepito come qualcosa di “reale al 100% ma come un luogo franco/privo di regole dove qualsiasi cosa è concessa e permessa, oppure dove ci si può sfogare grazie ad un presunto anonimato, anche per questo motivo c’è tanto lavoro da fare sia da parte dei professionisti che come noi lavorano con il web sia da parte della scuola.

Tutti gli attori coinvolti nel processo educativo (ma anche chi lavora con internet) dovrebbero essere opportunamente formati per affrontare queste sfide, per costruire un internet migliore.

Contro il bullismo: un piccolo video per sensibilizzare grandi e piccoli, che ho trovato interessante.

Questo invece il Video vincitore del concorso “Bulli di cartone” (per Movimenti production – 2013)

La Net Reputation riguarda tutti

Web ReputationLa net reputation (o web reputation) non riguarda più soltanto le imprese ed i professionisti ma oramai riguarda tutte le persone che accedono ad internet non solo come fruitori passivi di informazione ma anche come “creatori” di notizie e di post, questa la vera rivoluzione del così detto Web 2.0.

Personalmente penso che noi addetti ai lavori (web marketer, SEO, web master, sviluppatori web ecc) dobbiamo fare la nostra parte sensibilizzando ed informando, visto che lavorando con internet abbiamo l’occasione di “vivere quotidianamente” le dinamiche profonde della rete e possiamo spiegarne alcuni aspetti ai non addetti ai lavori.

Come esperti di comunicazione digitale e come team di Net Reputation abbiamo pensato a dei percorsi formativi per:
minori, insegnanti e genitori, formatori da portare negli istituti scolastici e nelle agenzie formative al fine di sensibilizzare l’utenza verso queste tematiche. Tutt* devono essere opportunamente formati al “mondo digitale”.

L’educazione ai (nuovi) media è necessaria e deve essere una priorità!

educazione ai mediaL’educazione ai media è una disciplina che riguarda TUTTI i media (cinema, giornali, radio, televisione ecc.), è infatti centrale per i giovani (e meno giovani) imparare a districarsi tra i vari linguaggi dei media ed imparare ad approcciarli in maniera corretta.

Con Media Education si intende quindi un’attività di tipo didattico ed educativo finalizzata a sviluppare negli studenti la capacità di:

  • comprendere i diversi media e le varie tipologie di messaggi,
  • utilizzarli correttamente, saper interpretare in maniera critica il messaggio,
  • essere in grado di generare un messaggio e quindi usare in maniera propositiva i media.

La disciplina è “esplosa” con il Web (e la sua capacità di essere cross-mediale di riassumere in sè molteplici linguaggi, strumenti e dispositivi), e come professionisti in ambito digitale ci concentriamo naturalmente sul WEB.

Internet resta uno strumento INDISPENSABILE, ed è fondamentale per i genitori (e per gli adulti che hanno a che fare con minori) conoscerlo in tutte le sue potenzialità ed essere pratici di alcuni aspetti che non possono più essere relegati agli “addetti ai lavori” per poter educare correttamente i propri figli ad un uso corretto della rete.

Ecco perchè Privacy, funzionamento di Facebook, blogging, funzionamento dei motori di ricerca, net reputation, media education, browser, fishing, chat, sexting, virus, sicurezza informatica, adBlock ecc. ecc. devono essere concetti che tutti i genitori con figli minori (non sono adolescenti ma anche bambin*) devono padroneggiare e conoscere. Così come è necessario apprendere come funzionano i social, i motori di ricerca e cosa succede anche a livello di meccanismo pubblicitario, quando “postiamo” qualcosa sui nostri profili e come queste informazioni possono essere utilizzate da terzi.

Oggi non è ammessa ignoranza, per questo, nel nostro piccolo, volentieri aderiamo ad iniziative di Media Education come il CoderDojo di Sesto Fiorentino (Firenze).

Occasioni di questo tipo sono molto importanti per rafforzare la conoscenza del cd Web 2.0 ed approcciarlo nel modo il più informato possibile.

Per non trovarsi solo a “prendere atto”, ad esempio, dell’esistenza dei “cyberbulli” è necessario PREVENIRE esattamente come (in altro ambito) si tenta di fare da anni con la sicurezza stradale.

A proposito del bullismo, segnaliamo  una bella intervista uscita sul portale dedicato ai genitori con figli minori del Comune di Firenze “Genitori in corso”: eccola un ragazzo fiorentino vittima di bullismo di cui vi invitiamo alla lettura perchè molto “toccante” oltre che interessante per capirne le dinamiche.

Marketing e media education: Facebook, le inserzioni e i nostri dati

Una frase che sicuramente avrete sentito tante volte è che se un “prodotto o servizio che usate” è GRATIS questo vuol dire che il prodotto è costituito da chi lo utilizza 🙂

Pensiamo a Facebook!

Tutte le volte che interagiamo con un post, facciamo un commento, mettiamo un like, condividiamo un articolo trovato su internet o un prodotto che compriamo su Amazon stiamo dando delle informazioni molto importanti per i marketers (da addetto ai lavori so quanto queste sono importanti) queste informazioni consentono agli inserzionisti (Facebook è gratis perchè vende inserzioni) di creare dei messaggi pubblicitari sulla base delle preferenze degli utenti quindi delle nostre interazioni su Facebook!

Questi elementi saranno sempre più importante per i gestori delle pagine visto che, SENZA investire in questa forma di promozione i contenuti delle pagine spesso non appaiono nelle bacheche dei fan.

Non sto demonizzando questo meccanismo, che anzi ritengo sia un ottimo strumento per fare web marketing, ma l’utente DEVE essere informato e sapere bene “dove si trova” e in che contesto quando interagisce su Facebook. Non ci credi? Se hai un account Facebook a questa pagina visualizzerai le preferenze relative alle inserzioni che visualizzi sulla tua bacheca (la pagina che visualizzi appena entri su Facebook):

https://www.facebook.com/ads/preferences

Dagli un occhiata 🙂

Ed il motore di ricerca google?

Stesso discorso, il meccanismo è diverso e complesso da spiegare, ma anche Google (completamente gratuito per gli utenti) utilizza i dati delle nostre ricerche per migliorare sia il suo algoritmo per le ricerche sia la pubblicità a pagamento (le così dette Google Adwords).

Google è un motore di ricerca ottimo e in continua evoluzione, ma è sempre importante che l’utente sappia e sia informato sul suo funzionamento! Sarebbe un pò troppo complesso esaurire l’argomento, ma penso che un laboratorio didattico sull’utilizzo del motore di ricerca e sulle funzionalità di ricerca avanzate sarebbe un ottimo percorso formativo per tanti ragazzi e non solo.

Basta citare, solo per fare un esempio, che i risultati che visualizzate su Google nella ricerca organica (non a pagamento) vengono influenzati da tantissimi fattori tra cui anche le ricerche effettuate in precedenza da un utente e la sua localizzazione geografica che specie da mobile viene sempre richiesta dal motore (molto utile per altro, ma sapere come funziona è elemento fondamentale!) e che la pubblicità a pagamento (google adwords) attraverso il così detto re-marketing SEGUE l’utente quando effettua determinate ricerche riproponendo la vendita di quel prodotto e servizio, ecco perchè se cerchi un volo su internet senza concludere la transazione mentre navighi ti saranno riproposte inserzioni pubblicitarie su quella tematica specifica.

Minori sempre più connessi ad internet

Tutte le recenti ricerche convergono sul fatto che sempre più persone (minori in particolare) accedono alla rete internet tramite cellulari, e questo rende ancora più importante l’educazione all’uso di internet.

Uno strumento che può essere fruito molto molto facilmente (si pensi solo per fare un esempio a quante Wi-fi libere si trovano camminando per le nostre città).

Avere un account su Facebook, navigare in rete, usare un motore di ricerca come Google, vedere un video su Youtube, stare in chat mentre si gioca su una piattaforma online è spesso uno dei primi pensieri degli adolescenti ma anche dei bambini spesso abituati a cercare su Youtube i video dei loro cartoni preferiti. Il Web viene fruito dai minori sempre più tramite dispositivi mobili che aumentano la portata e la possibilità di navigare sulla rete in occasioni diverse ed alle volte, fuori dal controllo di un adulto.

Senza contare che, quello che oggi può sembrare “figo” ad un minore domani potrebbe essere fonte di “vergogna” o peggio. Penso che l’educazione svolga una funzione essenziale, che non serva reprimere ma FORMARE e che la scuola debba essere all’avanguardia nelle competenze e nelle conoscenze dei nuovi strumenti digitali.

I social DURANO nel tempo, hanno memoria, non esistono chat completamente anonime…

Un “famoso video ” della Stampa sulla reputazione digitale e i cacciatori di teste rende molto bene l’idea di quello che voglio dire, eccovelo (vedi anche: reputazione digitale e recruitment):

Il Comune di Firenze, ad esempio, ha dato vita ad iniziative molto interessanti di supporto ai minori come Youngle.it, e di supporto ai genitori di minori come Firenze Genitori in corso, a testimonianza di una tematica, quella dell’educazione dei minori all’uso di internet, sempre più sentita nella società civile ma anche nelle istituzioni pubbliche.

E’ ovvio che ci sono regole specifiche per fascia d’età (bè avere 9 anni non è come averne 14, banale vero?)

Quando si usano i dispositivi mobili che rendono la rete disponibile OVUNQUE ci si trovi, è importante insegnare, EDUCARE i propri figli le regole BASE per un uso sicuro del web, esattamente come si educano i minori alla sicurezza stradale.

Educazione ai media e ad un uso consapevole di internet, alcuni consigli

  • Parlare e dialogare sempre, spiegare come funziona la rete internet ed il web , stabilite delle regole chiare e precise sull’utilizzo di internet
  • Fate della navigazione in rete una esperienza di famiglia, esattamente come viene fatto per la TV. Magari posizionando il pc in salotto così da educare da subito i minori a cosa e come si cerca online.
  • Educare i propri figli a NON dare informazioni personali su internet mai, in nessuna occasione
  • Educare al fatto che la comunicazione mediata da un computer non sempre ci fa capire chi ci troviamo dall’altra parte dello schermo
  • Far condividere le password con i genitori e con nessun altro, siate sempre a conoscenza delle password dei vostri figli minori
  • Educate a NON rispondere a un messaggio che faccia sentire confusi o a disagio. Terminare immediatamente la comunicazione e riferire tutto ad un adulto di cui ci si fida
  • Spiegare che il fatto che si è “in rete” non autorizza MAI ad utilizzare un linguaggio volgare od offensivo nei confronti degli altri
  • Mai inviare foto o richiedere foto personali
  • Come si fa per la TV mettere delle regole di utilizzo circa i tempi di fruizione della rete
  • Fate attenzione ai giochi che vengono scaricati e più in generale a “download” non graditi, fare check giornalieri dei dispositivi a disposizione dei figli minori
  • Assicurati che i tuoi figli rispettino i limiti d’età (per esempio su Facebook il limite di età è di 13 anni)
  • Mettete in guardia i vostri figli sui pericoli della sicurezza informatica: uso delle password, virus ecc.
  • Purtroppo, il Cyberbullismo esiste, come esiste, purtroppo, la violenza nella società. E’ un fenomeno presente sulla rete ne va parlato e va spiegato
  • RIPETIAMOLO nuovamente, vogliamo ribadirlo con estrema forza:
    Fate della navigazione in rete una esperienza di famiglia, esattamente come viene fatto per la TV. Magari posizionando il pc in salotto così da educare da subito i minori a cosa e come si cerca online, a quali sono i contenuti adatti a loro e quali invece NON lo sono. Se saranno educati alle diverse situazioni che si trovano in rete (ed ai pericoli che possono trovare nei loro percorsi di navigazione) sarà più facile per loro.
  • Spiegare che esistono siti internet dannosi e NON adatti ai minori
  • Spiegare cosa significa la sicurezza informatica. Formare adolescenti a questa tematica (che non può più essere solo appannaggio di ingegneri, informatici ed addetti ai lavori) significa avere, domani, adulti consapevoli ed in grado di gestire al meglio degli strumenti, di accesso ad internet, sempre più cruciali nella vita personale e professionale delle persone
  • Fake news e diffusione virale: educare ad un uso corretto dei media non vale solo per la rete internet (su cui ci concentriamo come professionisti che operano da tanti anni nel web) ma è un approccio valido per TUTTI i media! Ecco che una lettura critica delle news e una educazione al riconoscimento di: fonti giornalistiche attendibili; verifica se la notizia trova conferme su altri canali; lettura critica del testo per capire se verosimile o se nasconde un interesse di qualche tipo, diventano competenze FONDAMENTALI per i minori e non solo. Questo è un argomento che merita una trattazione a parte… mi limito quindi ad accennarlo. Internet e i social media sono strumenti potenti, ma è necessario che le persone siano educate a capirne i meccanismi (non solo tecnici) anche e sopratutto quando si parla di notizie che possono generare odio o falsi allarmismi! Ecco che la battaglia contro le fake news si attesterà come CENTRALE per il web del futuro!

Smartphone e minori

Qualche anno fa, fece il giro del mondo una lettera di una madre al figlio a cui aveva regalato il suo primo smartphone, la segnaliamo perchè ci sembra un modo interessante di affrontare la questione e perchè il decalogo sull’utilizzo dello Smartphone (o del Tablet) regalato ad un figlio minore è tuttora una delle questioni più delicate visto che rende l’accesso al web potenzialmente disponibile ovunque, (“Gregory’s iPhone Contract“)  ed ecco la versione tradotta (http://bit.ly/1g1lt2l) in italiano, assolutamente da leggere anche se un pò datata, specie in tempi in cui sta uscendo il nuovo iPhone 😉

Non demonizziamo il web. Internet è uno strumento fondamentale di crescita individuale e collettiva. Usiamolo bene!

Navigare su internet è una esperienza che è diventata quotidiana per tutti noi, il web è una risorsa imprescindibile per la crescita personale e culturale.

Personalmente non sono un nativo digitale, sono nato nel 1972, ma dal 1998 lavoro come consulente web (negli ultimi anni come web marketer e seo) e penso che la rete internet sia uno strumento meraviglioso e che offra immense occasioni!

Come tutti gli strumenti “potenti” e, ripeto, meravigliosi così da chiarire la mia assoluta contrarietà a norme che possano limitarne la fruizione o peggio che possano andare verso forme di censura, può contenere insidie e alcuni pericoli (esattamente come tanti altri strumenti), è fondamentale conoscerli, educare i minori all’uso dello strumento internet, rendere “familiare” questa esperienza, navigando i siti web ed utilizzando i motori di ricerca insieme ai propri figli esattamente come si guarda un film insieme, si discute su un programma televisivo, si gioca al PC o sulla PlayStation o si fruiscono altri media in comune e si impara ad usarli.

Buona navigazione e, per concludere, per chi magari ha figli adolescenti che amano fare blogging, twittare, condividere, ricordategli sempre di: “postare con la testa“, cercherò inoltre di tenere aggiornato questo post via via che trovo video o info interessanti 🙂

Ma anche quando ti “connetti” usa sempre la testa:

Social network: quando ti connetti, connetti anche la testa!


Grazie per essere arrivat* fino in fondo a questo mio lungo post.

Credo nella condivisione e in un web che dia occasioni di confronto, formazione e crescita!

Se hai trovato interessante questo articolo condividilo o scrivimi cosa ne pensi!

di Marco Pini (MarcoPini.info)

Appendice da il manifesto della comunicazione non ostile  (TORNA IN ALTO):

  1. Virtuale è reale
    Dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona!
  2. Si è ciò che si comunica
    Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
  3. Le parole danno forma al pensiero
    Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
  4. Prima di parlare bisogna ascoltare
    Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
  5. Le parole sono un ponte
    Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
  6. Le parole hanno conseguenze
    So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
  7. Condividere è una responsabilità
    Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
  8. Le idee si possono discutere.
    Le persone si devono rispettare
    Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
  9. Gli insulti non sono argomenti
    Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
  10. Anche il silenzio comunica
    Quando la scelta migliore è tacere, taccio.Fonte: http://paroleostili.com/manifesto/

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